Nba: la vita dei Bulls durante lo stop per Covid

Chicago torna a giocare dopo un periodo di stop forzato con, 10 giocatori fermi per il Coronavirus

DeMar DeRozan, l’uomo che ha fatto esultare Chicago, è felice perché è tornato a fare quello che ama di più, ovvero giocare a basket. Come ha affermato anche lui, è stato chiuso 10 giorni in uno scantinato e appena gli hanno dato il via libera, si è rinchiuso all’una di notte in palestra per cercare di essere pronto a questo momento. È la realtà delle ultime due settimane dei Bulls, quella che fino a domenica era la squadra più colpita dal Covid, che ha addirittura fermato 10 giocatori tutti insieme e costretto la squadra a chiudere. Quella contro i Lakers era la prima partita dopo una settimana di stop.

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I Bulls fermati dal Covid

Cinque giocatori di coach Donovan, sono ancora in quarantena. Altri cinque, a cominciare da DeRozan, ne sono usciti soltanto negli ultimi giorni. L’Nba è stata costretta a fermare i Bulls per Covid. Donovan ha affermato che è orgoglioso di come hanno affrontato questa situazione, soprattutto a livello mentale. Quando è cominciata la regular-season, si aspettavano tutti un ritorno alla normalità, con le arene di nuovo piene di tifosi e i vaccini che permettevano di allentare le restrinzioni. Ora invece sembra che siano come tornati indietro. Loro ne hanno parlato come gruppo: si sono detti che quella frustrazione doveva essere controllata, perché sono solo loro a decidere tutto. Occorre seguire le decisioni che l’Nba prende per loro, seguire il protocollo. Quello che possono fare è impegnarsi ogni giorno cercando di essere il più produttivi nonostante tutto. Nonostante tutto, significa che, chi non è andato in quarantena, si è potuto allenare individualmente. Nikola Vucevic, che per Covid è rimasto fermo due settimane, ha affermato che è dura rimanere in forma quando puoi allenarti solo a livello individuale, con un  solo coach a seguirti.

DeRozan e i benefici della reclusione

DeRozan non si è potuto allenare per tutto quel periodo rinchiuso nello scantinato. Ma nonostante questo, ci sono stati dei benefici. Ha avuto il tempo di riposarsi e di far guarire un po’ il suo corpo. Ha cercato di mantenersi in forma come poteva, facendo flessioni e dell’esercizio fisico, ma appena gli hanno dato il via libera, si è fiondato in palestra per rimettersi a lavorare sulla sua routine di tiro. Quel lavoro extra che gli permette di sapere esattamente dove andare. In campo ha ritrovato se stesso.

Il ritorno dei Bulls

Mentre l’Nba fa i conti con la morsa del Covid, Chicago sembra uscita dall’occhio del ciclone. Certo, nel protocollo ne restano ancora 5, ma almeno ora i Bulls possono allenarsi e riprendere a giocare. Coach Denovan confessa che nessuno di loro vive da recluso. Stanno comunque cercando di fare di tutto per rimanere sani, per questo apprezza come si sono comportati i giocatori in tutto questo. Parlando invece di Basket del nostro Paese, Kenny Lawson è il nuovo aquisto di Basket Mantova: per saperne di più, visita quest’articolo

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