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Sistemi Antincendio: nuove norme in condominio

Chi vive in condomini e chi per lavoro li amministra sa che esistono regole e strumenti per cercare di ridurre al minimo i rischi causati dal fuoco e dalla fuga in caso d’incendio.

Da aprile 2018 il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno ha definito e approvato la bozza di regola tecnica che integra le “Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione” (D.M. 16 maggio 1987, n. 246) aggiornando questo vecchio decreto con nuove misure antincendio più efficaci.

Protezione antincendio e altezza antincendi

Nella bozza dei Vigili del Fuoco è riportata uno schema che associa i livelli di prestazione (abbreviato in L.P.) all’altezza antincendi degli edifici, definendo quattro categorie.

Prima di vedere i quattro L.P. è meglio sottolineare che l’altezza antincendi degli immobili non è l’altezza di gronda, ma è la distanza da terra fino all’apertura (esempio finestra) del piano più alto abitabile o agibile.

Fatta questa puntualizzazione vediamo come sono classificati gli edifici a seconda dell’altezza:

  • L.P. 0 edifici di tipo a (altezza antincendi da 12 ma 24 m)
  • L.P. 1 edifici di tipo b e c (altezza antincendi da 24 ma 54 m)
  • L.P. 2 edifici di tipo d (altezza antincendi oltre 54 m fino a 80)
  • L.P. 3 edifici di tipo e (altezza antincendi oltre 80 m)

Inoltre per i fabbricati più alti di 24 metri in cui ci fossero parti comunicanti in cui si svolgono lavori inseriti nell’”Elenco delle Attività Soggette alle Visite e ai Controlli di Prevenzione Incendi” (allegato 1 del D.P.R. 151/2011), il livello di prestazione viene aumentato.

Ad esempio l’L.P. cresce in presenza di depositi di gas infiammabili in serbatoi fissi, officine con attività di saldatura, laboratori con vernici infiammabili.

Protezione attiva e passiva antincendio relativa ai livelli di prestazione

Il livello di protezione 0 prevede soprattutto attività informative da parte del responsabile (di solito l’amministratore di condominio) e il mantenimento della funzionalità degli impianti antincendio. I condomini devono semplicemente seguire le regole date e non alterare le vie di fuga e tutto ciò che riguarda i sistemi di protezione incendio.

La massima complessità delle operazioni antincendio è quella per edifici di altezza antincendi superiore agli 80 metri o di quelli di qualunque altezza ma con più di 1000 occupanti.

In questi immobili, facenti parte dell’L.P. 3, deve essere designato un responsabile della GSA (gestione sicurezza antincendio), un coordinatore dell’emergenza e deve essere installato un impianto EVAC (sistema di diffusione sonora per l’evacuazione).

Inoltre deve essere presente uno spazio all’interno del condominio adibito a centrale di gestione dell’emergenza . In tale luogo devono essere presenti tutte le informazioni utili all’evacuazione e alla richiesta di soccorso (es. numeri di telefono, planimetrie), inoltre si deve poter gestire l’impianto EVAC e controllare gli impianti antincendio.

Anche per gli L.P. 1 e 2 sono previste attività antincendio preventive obbligatorie, come il corretto utilizzo dei sistemi passivi (es. porte tagliafuoco, barriere tagliafiamma), il giusto impiego di sostanze infiammabili e la valutazione di altre fonti di rischio. Naturalmente i condomini devono sempre essere adeguatamente informati sui comportamenti da tenere in caso di emergenza.

Un’azienda che da anni lavora con successo nell’installazione di sistemi antincendio è Obiettivo Sikurezza, che fornisce anche consulenza e servizi di manutenzione a condomini di tutta Italia.

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