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Cosa fare quando si è in viaggio con i bambini

Viaggiare in famiglia: domande che richiedono risposte

Quando ci si trova nella necessità o comunque nel desiderio di organizzare un bel viaggio di famiglia, occorre ragionare considerando la presenza dei bambini. La pianificazione della vacanza va effettuata sulla base di alcune risposte, che possono variare a seconda della meta da raggiungere. Se si tratta di un viaggio internazionale, le domande sono tantissime, a partire da cosa mettere in valigia? Dove andare? Cosa fare al rientro a casa? Nella destinazione del viaggio, ci sono rischi di infezioni e malattie infettive che possiamo prendere? Dobbiamo fare delle vaccinazioni? Le punture di insetti porteranno problemi? Cosa portare con sé per i bambini? E per fare fronte a qualsiasi emergenza?

Prima di partire

Questi sono i temi e le domande che due genitori devono porsi prima di intraprendere un viaggio con i figli che li porterà in paesi orientali, esotici, tropicali. D’altro canto, alcune vengono spontanee: viaggiare con i bambini vuol dire avere una consapevolezza diversa, perché hanno più necessità degli adulti, e sono sicuramente più vulnerabili. Infatti i piccoli possono contrarre le stesse malattie degli adulti, ma sicuramente in forma più grave e purtroppo vige la brutta abitudine di non fare una visita pre-partenza ai bambini al di sotto dei 12 anni. Tra l’altro non c’è di mezzo solo la salute quando si effettua una vacanza in famiglia: per viaggiare in totale sicurezza è anche bene richiedere il passaporto ed eventuali visti. Ad esempio, nel caso degli Stati Uniti bisognerà effettuare la domanda del visto ESTA, una procedura di screening che analizza le informazioni del viaggiatore e determina la sua ammissibilità ad accedere negli USA.

A seconda di dove andrete, cercate sempre di informarvi: basta una ricerca online per saperne di più e capire se occorre fare della vaccinazioni prima di partire.

Attenzione ai bambini viaggiatori

I bambini più a rischio sono senza dubbio quelli che viaggiano spesso, soprattutto per andare a trovare parenti che abitano in paesi lontani; il rischio di infezioni e di malattie viene spesso sottovalutato da parte dei genitori ma ogni continente non ha solo il proprio linguaggio o delle usanze differenti, ma anche le sue rogne. Purtroppo nel nostro paese è molto diffusa la cultura della profilassi limitata. I bambini che viaggiano per periodi prolungati e verso destinazioni molto lontane sono veramente tantissimi e quando sono davvero piccoli, la premura dev’essere maggiore del solito. Basti pensare ai neonati, che rientrano nella fascia di età a maggior rischio di contrarre patologie importanti.

Medio Oriente e Africa: le malattie gravi

Malattie come la malaria e la febbre gialla, il tifo sono tutte da tenere in conto quando ci si reca in certi paesi. Da non sottovalutare e soprattutto la diarrea del viaggiatore, un disturbo che viene contratto spessissimo in Asia, e Africa subsahariana. In Medio Oriente e in Nord Africa solo il 30% dei bambini viene visitato e sottoposto una consulenza medica prima del viaggio. Le cause di questo problema sorgono soprattutto dalla barriera linguistica, per viaggiare con i propri figli se sono molto piccoli è bene essere informati dettagliatamente, su tutti i rischi che comporta spostarsi per una lunga percorrenza, e pianificare ogni dettaglio nel rispetto della salute e del benessere dei bambini, ma anche di tutta la famiglia.

Infezioni dalla lunga incubazione

Pensiamo al ritorno dal viaggio: è il momento in cui si conclude la propria esperienza per immergersi nuovamente nella routine, ma in realtà c’è molto altro da considerare. Molte malattie si manifestano solo dopo parecchio tempo: ne è esempio l’ancora diffusissima malaria che ha un incubazione lunghissima, quindi non bisogna tenere in considerazione solo il fatto che siamo rientrati a casa nostra in perfetta salute. È necessario sottoporsi a delle visite quando si fa ritorno da mete dove siamo tutti vulnerabili, senza tralasciare il pensiero che potrebbero insorgere delle malattie a distanza, ovvero dopo varie settimane dal rientro. In particolare, se si verificano episodi febbrili o qualsiasi altro disturbo non convenzionale è meglio recarsi immediatamente dal medico curante una volta tornati dal proprio viaggio ed è un discorso che vale sia per i bambini che per gli adulti.

 

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